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I metodi di allenamento che venivano usati a quel tempo enfatizzavano tecniche per la flessibilità, l'equilibrio, i riflessi, la velocità, le posizioni solide e forti, i salti, le tecniche di calcio e di pugno, le tecniche volanti, le tecniche di proiezioni e di lotta a mani nude e con armi e infine le tecniche meditative.
La pratica a mani nude poteva comprendere sia forme di attacco e difesa degli animali che vengono insegnate ancora tutt'oggi come l'aquila, la scimmia, il serpente, la tigre, il puma, sia una vasta gamma di tecniche e forme che comprendono l'uso di armi rudimentali come il bastone di Shaolin, un bastone di bambù corto e lungo. Successivamente, con l'evolversi di altre armi, furono incluse l'uso della lancia, del ventaglio, della sciabola, della spada, del bastone a tre sezioni ( nunchaku a tre sezioni), del nunchaku, dell'arco, dell' alabarda, ecc.
Questi ultimi venivano anche considerati una pratica idonea per i guerrieri e i militari, come ad esempio nelle caste dei guerrieri delle nobili corti, rese note successivamente dai famosi nobili giovani guerrieri della casta Hwarrang, una sorta di "Samurai". Questo gruppo si allenava seguendo i principi nobili, come lo studio della letteratura e della musica, la pratica di danze culturali e l'allenamento psicofisico, oltre a esercitarsi con i calci (Tae Kyon), i colpi vitali (Su Bak), il tiro con l'arco a cavallo (Ki Sa), il nuoto, la pesca (Su Yang) ecc.

Oltre a questo tipo di pratica i monaci includevano ed enfatizzavano e antiche pratiche, la filosofia Buddista Tibetana e il Taoismo cinese (Bodhidarma in giapponese, Tamo in cinese, Dal Ma in coreano). I monaci coreani oltre a queste tecniche combinavano anche pratiche di Qi Gong / Chi Gong, approfondendo così anche lo studio e la pratica costante di molte altre tecniche di respirazione e forme per migliorare la salute (molto interessante per poter cogliere alcuni elementi della filosofia coreana è la visione del film "Primavera, estate, autunno, inverno... e poi ancora primavera" di Kim Ki–Duk, mentre un altro per gli aspetti guerreschi è "Sword in the moon"). Quasi sicuramente diverse pratiche andarono disperse e/o sminuite nel corso dei secoli, forse anche per questo fu chiesto di scrivere dei testi quali il "Mu Ye Do Shin Bo" e il "Mu Ye Do Bo Tong Ji". In questi testi si possono trovare teorie, commenti e foto a riprova della valenza tecnica e culturale delle Arti che si è andata poi arricchendo con il tempo, raccogliendo così una stimata e codificata lunga storia della presenza dell'Arte Marziale (Mu Do) nella penisola coreana, che enfatizza le Arti usate dai militari che rispecchiano la pratica delle Arti con armi dei vicini cinesi.

Con l'avanzare della storia, maggior enfasi venne data alle lettere Mu Do come rappresentativo delle Arti Marziali (simile al Budo). Si sono poi aggiunte o miscelate lettere e diciture che ne determinarono una continua evoluzione, designando così nuovi e svariati stili con l'aggiunta anche di danze folkloristiche; alcune di queste provenivano dalla stessa matrice e influenza, altre simili erano già parte integrante della cultura e della pratica folkloristica coreana.
Come asserisce il Grand Master N. G. Guak ("Without Mu Ye Do the Martial Arts are meaningless" = senza il significato del Mu Ye Do le Arti Marziali sono insignificanti") e in accordo con altri testi, gli studenti non possono comprendere il bagaglio di esperienze e pratiche che sono incluse nel nome del Mu Do, quando non ne hanno conoscenza. In conclusione, sul difficile trattato che trae origine dall'influenza dell'Arte Marziale tribale (Sabo Mu Sool), dell'Arte Marziale Buddista (Mu Sool) e delle Arti Marziali della Corte Reale (K. Joong Mu Sool), forse solo grandi storici reperti racchiudono la loro vera data di origine e presenza e ne conservano il loro segreto nel tempo"solare". |
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Ideogramma charyok


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